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Sanzioni secondarie USA per chi fa affari con Cuba

palazzo del potere la Havana
Fino al 2025 l'Italia rappresentava il decimo partner commerciale di Cuba in termini di esportazioni e l'ottavo mercato di destinazione dei prodotti dell'isola. Oggi, tuttavia, questo scenario rischia di mutare radicalmente a seguito della nuova politica sanzionatoria adottata dagli Stati Uniti.

Dal maggio 2026 è infatti in vigore l'Executive Order 14404, emanato dal Presidente Donald Trump, che introduce un articolato regime di sanzioni secondarie destinato a colpire anche imprese non statunitensi, operanti in numerosi settori dell'economia cubana. Si tratta di misure restrittive di natura extraterritoriale che, pur essendo adottate dagli Stati Uniti, sono idonee a incidere in maniera significativa sulla libertà di iniziativa economica degli operatori di altri paesi.

In forza del nuovo provvedimento, il Dipartimento del Tesoro statunitense potrà inserire nella blacklist denominata “SDN” anche imprese europee, pur in assenza di qualsiasi collegamento territoriale con gli Stati Uniti, qualora operino nei settori cubani dell'energia, della difesa, dell'industria mineraria, della metallurgica, dei servizi finanziari, della sicurezza, nonché in ogni altro comparto che l'Amministrazione americana potrà individuare in futuro.

Le misure di designazione possono inoltre riguardare imprese estere che forniscono supporto finanziario, materiale o tecnologico a entità cubane già listate, quali, ad esempio, il Grupo de Administración Empresarial S.A. (GAESA), principale conglomerato economico controllato dalle Forze armate cubane, la sua presidente Ania Guillermina Lastres Morera, la società Moa Nickel S.A., attiva nel settore minerario e metallurgico, nonché, in ambito finanziario, Rafin S.A. e Banco Financiero Internacional S.A. 

Il recente atto del Governo USA ha pertanto ampliato in misura significativa il rischio cui sono esposte anche le imprese italiane operanti nei settori dell’economia cubana interessati. L'eventuale designazione nella SDN List comporta per l’operatore  conseguenze particolarmente gravose: il congelamento degli eventuali beni presenti negli Stati Uniti, il divieto per cittadini e imprese americane di intrattenere rapporti economici con esso e, soprattutto, il concreto isolamento dal sistema bancario statunitense e dai principali circuiti finanziari internazionali, fortemente dipendenti dall'utilizzo del dollaro.
Particolarmente delicata appare la posizione delle banche, delle compagnie assicurative e degli altri intermediari finanziari europei. L'Executive Order attribuisce infatti al Segretario al Tesoro il potere di sanzionare qualsiasi istituzione straniera che operi nel settore finanziario cubano o che effettui o faciliti una transazione ritenuta significativa a favore di un soggetto inserito nella SDN List. 

Sul piano europeo permane il tema della tutela degli operatori economici: già nel 1996 la UE, ritenendo le sanzioni secondarie statunitensi incompatibili con il diritto internazionale, adottava il cosiddetto Regolamento di Blocco (n. 2271/96), volto a contrastarne gli effetti extraterritoriali, che vieta agli operatori europei di conformarsi a determinate misure statunitensi, riconoscendo loro il diritto di ottenere il risarcimento degli eventuali danni subiti. Tuttavia, il Regolamento di Blocco non è stato ancora aggiornato per tenere conto del nuovo regime introdotto dall'Executive Order 14404. Ne consegue che le imprese europee, e quelle italiane in particolare, operanti nei settori interessati, rimangono oggi esposte a un concreto rischio di sanzioni secondarie.

In questo contesto, molte imprese saranno chiamate a compiere una scelta eminentemente strategica: continuare a operare nei settori dell'economia cubana interessati dal nuovo regime sanzionatorio, assumendosi il rischio di una possibile designazione da parte delle autorità statunitensi, oppure rinunciare alle opportunità offerte dal mercato cubano per preservare l'accesso al sistema finanziario internazionale e al mercato degli Stati Uniti.

Studio Legale de Capoa

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