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Le Variations nei contratti FIDIC: implicazioni nei progetti complessi e strumenti di tutela per le imprese

calendar_today 04 agosto 2026

Nei progetti complessi e, più in generale, negli appalti internazionali, la modifica dell’assetto originariamente programmato rappresenta un’eventualità tutt’altro che eccezionale. L’evoluzione delle esigenze del committente, il progressivo sviluppo della progettazione, il coordinamento tra una pluralità di operatori e le concrete condizioni nelle quali l’opera deve essere realizzata possono rendere necessario intervenire sulle soluzioni tecniche, sulle sequenze delle lavorazioni, sui tempi di esecuzione o sullo stesso perimetro delle prestazioni contrattuali.

L’esperienza degli ultimi anni ne offre una dimostrazione particolarmente evidente. La pandemia da Covid-19, le interruzioni delle catene di approvvigionamento, l’indisponibilità o il significativo aumento del costo di materiali e manodopera, le sopravvenienze normative e le condizioni inattese riscontrate durante l’esecuzione hanno inciso sul programma e sull’organizzazione di numerosi progetti. Circostanze non contemplate al momento della stipulazione, o comunque difficilmente governabili dalle parti, possono infatti rendere necessaria una revisione delle modalità attraverso le quali l’opera era stata inizialmente concepita.

Proprio la frequenza con cui queste circostanze si manifestano rende particolarmente rilevante interrogarsi sulla capacità del contratto di regolare il cambiamento prima ancora che esso si verifichi. Il punto non è soltanto stabilire se una determinata modifica possa essere richiesta, ma individuare le condizioni alle quali essa può essere disposta, i soggetti legittimati ad impartire le relative istruzioni, le procedure da osservare e le conseguenze che ne derivano sul piano economico e temporale.

In via generale, nei contratti FIDIC le modifiche dell’opera vengono ricondotte al sistema delle Variations, disciplinato dalla Clause 13 delle principali condizioni contrattuali. Questa disciplina costituisce uno degli strumenti attraverso i quali il modello FIDIC tenta di conciliare due esigenze solo apparentemente contrapposte: da un lato, consentire l’adattamento del progetto alle circostanze emerse durante l’esecuzione; dall’altro, preservare la prevedibilità dei costi, dei tempi e delle responsabilità assunte dalle parti.

Al tempo stesso, la presenza di una procedura contrattuale dedicata non comporta che ogni attività aggiuntiva o maggiormente onerosa costituisca una Variation, né che qualsiasi indicazione impartita durante i lavori attribuisca automaticamente all’appaltatore il diritto ad un maggiore corrispettivo. La qualificazione della modifica dipende dallo “Scope of Work”, dalla ripartizione della responsabilità progettuale, dai poteri attribuiti all’Engineer, nonché dal rispetto delle procedure di notificazione delle varie comunicazioni e/o istruzioni. 

La centralità di questi profili è stata recentemente confermata dal Judicial Committee of the Privy Council nella decisione Uniform Building Contractors Ltd v The Water and Sewerage Authority of Trinidad and Tobago del 22 gennaio 2026, relativa a un contratto basato sullo Yellow Book 1999. Il Privy Council ha escluso che attività già ricomprese nelle obbligazioni dell’appaltatore e nel prezzo a corpo potessero essere qualificate come Variations per il solo fatto di essersi rivelate più difficili o costose, riaffermando, al contempo, la rilevanza delle procedure previste per la formulazione dei claims.

È proprio in questa dimensione applicativa che assume rilievo la fase precedente alla sottoscrizione dei contratti. La standardizzazione dei modelli FIDIC, se da un lato offre alle parti un linguaggio contrattuale riconoscibile e una struttura ampiamente utilizzata nella prassi internazionale, dall’altro non esclude la necessità di verificare se il modello prescelto, lo Scope of Work, le Particular Conditions e le procedure di gestione delle Variations siano effettivamente coerenti con le caratteristiche del progetto e con l’organizzazione dell’impresa.

La scelta del modello contrattuale FIDIC: Red, Yellow e Silver Book

Prima di esaminare la disciplina delle Variations, appare opportuno chiarire che i contratti FIDIC non costituiscono un modello unitario, ma un insieme di condizioni contrattuali predisposte per differenti tipologie di progetto. Tra i modelli maggiormente utilizzati nella prassi internazionale rientrano il Red Book, lo Yellow Book e il Silver Book, la cui principale distinzione riguarda la ripartizione della responsabilità progettuale e dei rischi tra committente e appaltatore.

I tre modelli sono stati pubblicati in una prima edizione nel 1999 e successivamente aggiornati con le seconde edizioni del 2017, ristampate con modifiche nel 2022. Le edizioni del 2017 introducono una disciplina più dettagliata delle comunicazioni, dei claims e dei meccanismi di prevenzione delle controversie. Nella prassi internazionale, tuttavia, le edizioni del 1999 continuano a essere ampiamente utilizzate e, in molti mercati, rappresentano ancora il principale riferimento contrattuale, mentre il ricorso alle edizioni del 2017 si sta progressivamente consolidando.

L’individuazione dell’edizione applicabile assume, pertanto, particolare rilievo, poiché procedure e contenuto delle singole clausole possono differire in misura significativa.

In via generale, il Red Book trova applicazione quando la progettazione dell’opera è predisposta prevalentemente dal committente o dai professionisti da questo incaricati. L’appaltatore assume, quindi, principalmente l’obbligo di eseguire l’opera sulla base del progetto ricevuto, mentre il contratto viene amministrato dall’Engineer. Tale modello viene normalmente prescelto quando il committente dispone già di una progettazione sufficientemente sviluppata e intende conservarne il controllo.

Nello Yellow Book, al contrario, la progettazione viene affidata prevalentemente all’appaltatore. Il committente individua negli Employer’s Requirements le caratteristiche e le prestazioni che l’opera dovrà possedere, lasciando all’appaltatore il compito di elaborare le soluzioni tecniche necessarie per conseguire il risultato richiesto. Questo modello risulta pertanto adatto ai progetti nei quali assumono particolare rilievo le competenze progettuali e tecnologiche dell’impresa esecutrice.

Il Silver Book è invece destinato soprattutto alle operazioni EPC/turnkey, nelle quali l’appaltatore assume una responsabilità più ampia per la progettazione, gli approvvigionamenti e la realizzazione dell’opera. Esso viene generalmente utilizzato quando il committente intende ottenere un risultato “chiavi in mano”, limitare il proprio coinvolgimento nella gestione quotidiana dei lavori e conseguire una maggiore certezza in ordine al prezzo finale e alla data di completamento. Al più ampio trasferimento dei rischi può, tuttavia, corrispondere un prezzo più elevato, poiché l’appaltatore tende a considerare nella propria offerta anche i rischi ulteriori assunti.

La scelta tra Red, Yellow e Silver Book non ha, dunque, una portata meramente formale. Essa determina chi debba progettare l’opera, quale parte sopporti i rischi connessi alle soluzioni adottate e quali attività possano considerarsi già comprese nel prezzo contrattuale. Proprio da tale scelta dipende, pertanto, anche la possibilità di qualificare una successiva richiesta del committente come Variation.

Le Variations nei contratti FIDIC: Scope of Work, responsabilità progettuale e gestione del cambiamento

Nei contratti FIDIC e, più in generale, negli appalti internazionali, la qualificazione di un’attività come Variation dipende, anzitutto, dalla corretta individuazione delle prestazioni originariamente assunte dalle parti. In termini generali, la Variation consiste in una modifica delle opere o delle prestazioni contrattualmente previste, introdotta nel rispetto delle procedure stabilite dal contratto. Essa può riguardare le quantità, le caratteristiche tecniche dell’opera, le sequenze esecutive o l’adozione di differenti soluzioni progettuali.

Il punto, tuttavia, non è soltanto accertare se sia intervenuto un cambiamento, ma verificare se l’attività richiesta fosse già compresa nello Scope of Work, negli Employer’s Requirements, nelle specifiche tecniche o negli obblighi funzionali dell’appaltatore. La medesima richiesta può, infatti, assumere una qualificazione differente a seconda del modello FIDIC prescelto e della conseguente ripartizione della responsabilità progettuale. Nelle edizioni 2017 dello Yellow Book e del Silver Book assume, inoltre, particolare rilievo l’obbligazione di fitness for purpose, riferita allo scopo dell’opera individuato negli Employer’s Requirements.

È proprio in questa dimensione applicativa che emergono le principali criticità. Nei progetti complessi, disegni, specifiche tecniche, offerta dell’appaltatore ed Employer’s Requirements possono contenere sovrapposizioni, lacune o indicazioni non pienamente coerenti. La questione non riguarda, quindi, soltanto l’individuazione del documento prevalente, ma investe la stessa delimitazione delle prestazioni comprese nel prezzo e delle responsabilità attribuite a ciascuna parte.

Non meno rilevante è l’individuazione del soggetto autorizzato a disporre la modifica. Nei modelli che prevedono la figura dell’Engineer, quest’ultimo svolge un ruolo centrale nell’emissione delle istruzioni e nella valutazione delle Variations, sebbene i suoi poteri possano essere limitati dalle Particular Conditions. Nella prassi, peraltro, la richiesta può essere contenuta in un verbale, in una e-mail, nella revisione di un disegno o in un’indicazione impartita durante i lavori. Diviene allora essenziale verificare la provenienza dell’istruzione, la forma richiesta dal contratto e l’eventuale necessità di una sua successiva conferma.

Una Variation può incidere non soltanto sul costo immediato dell’attività aggiuntiva, ma anche sul programma dei lavori, sul percorso critico, sull’organizzazione del cantiere e sui rapporti con fornitori e subappaltatori. La modifica non comporta, tuttavia, automaticamente il diritto a un maggiore corrispettivo o a una proroga della data di completamento. L’appaltatore deve normalmente dimostrarne gli effetti e rispettare le procedure previste per i notices, i claims e l’Extension of Time.

Sotto questo profilo, l’edizione applicabile assume un rilievo decisivo. Nelle condizioni FIDIC 1999, la Sub-Clause 20.1 prevede, in via generale, che il claim venga comunicato entro 28 giorni dalla conoscenza dell’evento e successivamente dettagliato entro 42 giorni. Nelle edizioni 2017, il termine per il notice rimane di 28 giorni, mentre il fully detailed Claim deve essere presentato, di regola, entro 84 giorni. Non è, pertanto, sufficiente documentare sotto il profilo tecnico e contabile i maggiori lavori, se non viene contestualmente attivata la procedura necessaria per ottenerne il riconoscimento.
Al tempo stesso, il maggiore costo di una prestazione già compresa nello Scope of Work non determina, di per sé, la sua trasformazione in una Variation. Inflazione, difficoltà di approvvigionamento, change in law ed Exceptional Events rappresentano istituti differenti, ciascuno sottoposto a specifici presupposti contrattuali.

La centralità di tali verifiche ha trovato una recente conferma nella decisione resa il 22 gennaio 2026 dal Judicial Committee of the Privy Council nel procedimento Uniform Building Contractors Ltd v The Water and Sewerage Authority of Trinidad and Tobago, relativo a un contratto basato sullo Yellow Book 1999. La controversia riguardava alcune lavorazioni che l’appaltatore riteneva ulteriori rispetto a quelle comprese nel prezzo a corpo.

Il Privy Council ha escluso che prestazioni già espressamente o implicitamente comprese nello Scope of Work potessero divenire Variations per il solo fatto di essersi rivelate più complesse o costose di quanto inizialmente previsto. La pronuncia ha inoltre chiarito che l’Engineer non può, attraverso la propria condotta, modificare l’assetto contrattuale concordato dalle parti o dispensarle dall’osservanza delle procedure previste per i claims. Anche qualora le attività fossero state qualificabili come Variations, l’appaltatore avrebbe quindi dovuto rispettare i termini e le comunicazioni previsti dalla Sub-Clause 20.1, qualificata come condizione necessaria per ottenere il pagamento aggiuntivo.

Da qui la centralità della fase di predisposizione e negoziazione del contratto FIDIC. Prima della sottoscrizione dovrebbero essere verificati lo Scope of Work, la gerarchia tra i documenti contrattuali, i poteri dell’Engineer e le procedure necessarie per ottenere il riconoscimento economico e temporale delle Variations. Non si tratta di eliminare ogni incertezza connessa all’esecuzione di un progetto complesso, quanto di rendere il rischio giuridico ed economico preventivamente individuabile e, nei limiti del possibile, misurabile.

Conclusioni

La gestione delle Variations nei contratti FIDIC non può essere affrontata soltanto durante l’esecuzione dell’opera, quando la modifica è già stata richiesta e occorre stabilire se essa attribuisca il diritto a un maggiore corrispettivo o a una proroga dei termini. Al contrario, richiede un’attività preventiva che dovrebbe iniziare già nella fase di predisposizione dell’offerta e di negoziazione del contratto.

In questa prospettiva, assume rilievo non soltanto la scelta tra Red, Yellow e Silver Book, ma anche l’individuazione dell’edizione applicabile, delle modifiche introdotte dalle Particular Conditions e della gerarchia tra Employer’s Requirements, specifiche tecniche, disegni e offerta dell’appaltatore. È proprio dall’esame coordinato di questi documenti che può essere definito lo Scope of Work e, conseguentemente, il confine tra le prestazioni già comprese nel prezzo e quelle suscettibili di essere qualificate come Variations.

Non meno rilevante è la predisposizione di procedure interne coerenti con il contratto, che consentano di individuare i soggetti autorizzati a impartire le istruzioni, documentare tempestivamente le modifiche e trasmettere i notices e i claims entro i termini previsti. 

Resta fermo che nessuna verifica preventiva può eliminare integralmente le incertezze connesse all’esecuzione di un progetto complesso. Tuttavia, una corretta impostazione del contratto, accompagnata da procedure adeguate alla struttura dell’impresa ed alle caratteristiche dell’opera, può consentire di ridurre significativamente il rischio che una modifica non venga riconosciuta come Variation.

Fabiola Masotta
Studio Legale de Capoa
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