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Le valute non convertibili nell'Africa settentrionale: rischi e tutele per il commercio estero

calendar_today 24 settembre 2026

La nozione di “convertibilità valutaria”

La convertibilità valutaria può essere definita come la capacità di scambiare una valuta con un'altra a un determinato tasso di conversione e in termini di utilizzabilità di una valuta per le transazioni estere. Si possono identificare vari gradi di convertibilità:
  • La convertibilità totale: si riferisce allo scambio illimitato della valuta di un Paese in tutte le altre valute, senza limitazioni sull'utilizzabilità della stessa per qualsiasi transazione estera. Questo risultato si ottiene quando il Paese di emissione della valuta non presenta controlli o restrizioni sui cambi nei confronti del resto del mondo, né barriere quantitative o finanziarie alle transazioni estere.
  • La totale inconvertibilità: si riferisce alla completa impossibilità, de facto e de jure, di scambiare la valuta di un Paese con qualsiasi altra valuta o di utilizzarla per qualsiasi transazione estera. Questo risultato si ottiene quando il Paese di emissione della valuta presenta controlli e restrizioni sui cambi e/o l’applicazione di barriere quantitative o finanziarie tali da interrompere completamente tutte le transazioni estere. All'interno di questo spettro, il grado di convertibilità di una valuta può essere parametrato all'efficacia dei controlli e delle restrizioni sui cambi e delle barriere quantitative o finanziarie alle transazioni estere presenti in quel Paese.
Una valuta può quindi avere diversi gradi di convertibilità, a seconda della facilità con cui può essere convertita e della misura in cui può essere utilizzata per le transazioni estere. Nella pratica, i differenti gradi di scambiabilità e utilizzabilità delle valute ne definiscono il grado di convertibilità. In questo contesto, il termine "convertibilità limitata" si riferisce allo scambio e all'uso illimitato che vengono in alcuni casi previsti (o meglio, permessi) all’interno di una determinata regione geografica per le valute dei Paesi facenti tutti parte di quella medesima regione. 

Le valute convertibili sono un presupposto necessario ed essenziale allo sviluppo del libero commercio internazionale, poiché consentono un sistema multilaterale dei pagamenti e, quindi, degli scambi commerciali, tra i vari Paesi. 

Valute e Africa settentrionale

Egitto: la delicata stabilità della sterlina egiziana

La regione del Nord Africa ospita alcune delle valute più controllate e meno convertibili dell’intero continente africano.

L'Egitto, tra il 2022 e il 2024, ha vissuto una profonda crisi valutaria che ha reso la sterlina egiziana (Egyptian pound) di fatto non convertibile per anni, generando così un divario tra il tasso di cambio ufficiale e quello applicato nel mercato parallelo tra i più drammatici registrati nella regione. L'economia egiziana, infatti, ha dovuto affrontare per lungo tempo la coesistenza di due tassi di cambio diversi per la sterlina nazionale. A inizio 2024, il tasso ufficiale era di circa 30,9 EGP per dollaro, mentre il tasso sul mercato parallelo aveva raggiunto quasi 60 EGP per dollaro, circa il doppio.

La svolta è arrivata nel marzo 2024: in un momento cruciale, la Banca Centrale d'Egitto ha deciso di lasciar fluttuare la sterlina egiziana, portandola a un brusco deprezzamento di oltre il 60% rispetto al dollaro USA. In sostanza il tasso ufficiale è stato alzato in modo drastico per avvicinarsi a quello del mercato parallelo. A seguito della svalutazione, il cambio della sterlina egiziana contro il dollaro è arrivato ufficialmente a 48 EGP per dollaro, con il corrispondente tasso sul mercato parallelo pari a 49 EGP per dollaro; uno scarto diventato quindi sostanzialmente ridotto ai minimi, al punto da indurre a parlare di "fine della guerra contro il mercato nero del dollaro".

Nonostante l’intervento della Banca Centrale d’Egitto abbia permesso di superare la crisi valutaria interna al Paese, la sterlina egiziana rimane tutt’oggi una valuta di fatto non convertibile fuori dall'Egitto: i controlli sui capitali ne limitano la convertibilità internazionale e la stessa non viene ancora accettata in molti Paesi fuori dall'Egitto. Allo stato attuale, la convergenza tra tasso ufficiale e tasso sul mercato parallelo riduce significativamente il rischio di svalutazioni a sorpresa nel breve termine. Tuttavia, chi ha investito prima del 2024 ha subito una perdita di valore reale di oltre il 60% in termini di dollari.

Dal momento che il rischio di ulteriori svalutazioni non può ritenersi del tutto annullato, qualora si voglia investire in sterlina egiziana è opportuno, prima di procedere:
  • Monitorare gli accordi stipulati dal Governo egiziano con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e i flussi di finanziamento esterno (quale, ad esempio, l'accordo con gli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo dell’area settentrionale di Ras el-Hekma), che storicamente hanno preceduto fasi di stabilizzazione
  • Confrontare regolarmente i tassi bancari ufficiali regolamentati con quelli del mercato parallelo, poiché improvvisi “shock esterni” potrebbero sempre incidere sullo scarto tra il tasso di cambio ufficiale e quello del mercato parallelo, riallargando la forbice tra questi ultimi due.

Marocco: il ruolo sempre più centrale del dirham marocchino

Dal punto di vista valutario, il Marocco è lo Stato più "aperto" della regione nord-africana, sebbene siano comunque presenti talune restrizioni di rilievo.
Il dirham marocchino è una valuta non completamente convertibile in quanto i controlli sui capitali limitano il libero scambio al di fuori del Marocco, il che vale a classificare il dirham come valuta "chiusa" in termini pratici. 

Malgrado ciò, il dirham sta assumendo un ruolo sempre più crescente nella regione: è stato segnalato, infatti, un marcato aumento dell'uso della valuta marocchina nei mercati dell'Africa occidentale e del Sahel (ad esempio in Stati quali: Mauritania, Senegal, Mali, Guinea, Gambia, Niger, Burkina Faso, Costa d'Avorio). Tale crescita rappresenta un cambiamento significativo in una regione storicamente ancorata al franco CFA.

Nel complesso, il Marocco offre il quadro più stabile e prevedibile dell’intera regione, con un tasso di cambio che non presenta scarti significativi rispetto al mercato parallelo ed è il punto d'accesso più semplice per chi vuole operare nel Maghreb, mantenendo un'esposizione valutaria contenuta.

L’espansione del dirham in gran parte dell’Africa occidentale e del Sahel rappresenta un’opportunità per tutte le imprese che intendono operare nella regione dell’Africa occidentale, in quanto permette l’utilizzo nell’intera regione di questa unica moneta, anziché del franco CFA e del dollaro. Restano comunque da verificare caso per caso i limiti quantitativi imposti sulle operazioni di cambio per le diverse categorie di operatori (esportatori, PMI, privati), che condizionano la velocità di rimpatrio dei capitali.

Tunisia: Il modello ibrido

La Tunisia rappresenta un caso ibrido e in rapida evoluzione. Il Paese, formalmente, aderisce all'Articolo VIII del Fondo Monetario Internazionale sulla convertibilità delle transazioni correnti; nonostante ciò, nella pratica, il dinaro tunisino è storicamente una moneta "chiusa". Il dinaro tunisino costituisce dunque una valuta non convertibile: non può essere cambiata legalmente al di fuori della Tunisia, ed è consentito portarne fuori dal Paese soltanto piccole quantità.

Il nuovo codice valutario tunisino - il cui iter di adozione definitiva è ancora in corso, essendo stato approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2024 e attualmente al vaglio del Parlamento - mira ad implementare una graduale liberalizzazione dei conti capitale eliminando via via l’intervento, oggi effettivo, delle istituzioni finanziarie internazionali. 

La più importante svolta legislativa è poi arrivata a dicembre 2025 quando il Parlamento tunisino ha adottato un emendamento alla Legge Finanziaria 2026 che autorizza i residenti tunisini ad aprire conti correnti bancari in valuta estera, un privilegio precedentemente riservato solamente ai non residenti. La nuova norma interrompe decenni di controlli valutari molto rigidi.

Complessivamente, dunque, la Tunisia rappresenta una realtà che negli ultimi anni tende sempre più ad una progressiva liberalizzazione dei conti capitali, il che, guardando ad un orizzonte di medio termine, la rende interessante per chi intende investire all’interno del Paese ed in particolar modo per gli investimenti nei settori tech e startup, che costituiscono i target specifici perseguiti dalla Legge Finanziaria del 2026. 

Tuttavia, come anticipato, l'adozione definitiva del codice valutario è ancora in corso e pertanto si rende opportuno seguirne con attenzione i prossimi passaggi legislativi, nonché l'attuazione pratica della predetta “nuova norma” relativa ai conti in valuta estera; i presupposti per un’evoluzione significativa sono ad oggi positivi. 

Libia: una situazione complessa

La Libia, invece, rappresenta il caso più complesso dell’intera regione nord-africana, con una valuta gravata da una crisi politica strutturale, segnata da due governi rivali che spendono sulle stesse riserve petrolifere.

Ad aprile 2025, la Banca Centrale di Libia ha svalutato il dinaro nazionale del 13,3%, portando il tasso di cambio a 1 USD = 5,5677 LYD. Rimane in vigore una tassa sulle transazioni in valuta estera del 15% (precedentemente, del 20%), che porta il tasso effettivo a 1 USD = 6,4 LYD. Il tasso sul mercato parallelo è ancora più basso: 1 USD = 7,2 LYD.

A ciò si aggiungono alcune restrizioni introdotte nel 2024, che hanno tagliato dell’80% la quota annuale di valuta estera acquistabile dai cittadini libici (da 20.000 a 4.000 dollari per persona all'anno), mentre la quota per le imprese di valuta estera acquistabile tramite lettere di credito è rimasta di fatto bloccata da gennaio 2024.

La Libia è quindi, tra i Paesi dell’Africa settentrionale, quello a più alto rischio politico-valutario combinato. L'FMI segnala che il problema di fondo è da ricondurre alla scelta dei due governi di continuare a spendere senza un bilancio unificato, generando così potenziali ulteriori svalutazioni della moneta nazionale libica. Qualsiasi investimento nel Paese, dunque, dovrebbe: prevedere clausole contrattuali di indicizzazione al dollaro o all'euro; evitare l'accumulo di liquidità in dinari libici oltre il necessario operativo; e tenere conto che l'accesso alle lettere di credito per le imprese è severamente razionato. Il settore energetico, dominato da accordi in dollari, resta relativamente più isolato da questi rischi rispetto ad altri settori.

Conclusione

In conclusione, l’analisi del panorama valutario nell’Africa settentrionale mostra una regione estremamente eterogenea, in cui il grado di convertibilità e la stabilità delle monete locali riflettono contesti economico-politici differenti. In definitiva, per operare con successo nella regione è indispensabile superare una visione omogenea del Nord Africa: le imprese e gli investitori devono calibrare le proprie strategie gestionali e di copertura del rischio valutario sulle specifiche riforme, norme di controllo dei cambi e condizioni macroeconomiche di ciascun Paese.
 

FONTI:

Sulla nozione di convertibilità, principalmente:
Nsouli, Saleh, McLenaghan, John B., Riechel, Klaus-Walter, Concepts of Convertibility and Stages of Monetary Integration, disponibile online sulla banca dati del Fondo Monetario Internazionale: https://www.elibrary.imf.org/display/book/9781557750594/ch002.xml.

Sull’Egitto:
https://devtechsys.com/insights/2025/03/11/decoding-egypts-exchange-rate-puzzle-what-it-means-and-where-its-headed/
https://www.middleeasteye.net/news/egypt-lets-market-rate-set-value-currency-attempt-stabilise-economy
https://www.agbi.com/economy/2024/04/egypt-pound-dollar-black-market-war-near-end-bmi/
https://www.imf.org/-/media/files/publications/cr/2024/english/1egyea2024002-print-pdf.pdf
https://www.agbi.com/markets/2024/03/egypt-pound-plunges-55-percent-to-match-black-market-dollar-rate/


Sul Marocco:
https://en.majalla.com/node/328509/business-economy/moroccan-dirham-emerges-alternative-currency-african-markets
https://www.hac.ma/bridgepoint/how-to-navigate-moroccos-banking-and-financial-system

Sulla Tunisia:
https://carthagemagazine.com/tunisia-currency-tunisian-dinar/
https://www.freiheit.org/tunisia-and-libya/currency-exchange-reform-tunisia-between-liberalization-and-debt-sustainability
https://launchbaseafrica.com/2025/12/04/tunisia-scraps-50-year-forex-rule-to-retain-tech-talent-and-startups/
https://www.state.gov/reports/2025-investment-climate-statements/tunisia 


Sulla Libia:
https://www.mees.com/2025/4/18/news-in-brief/libya-double-spending-blamed-for-devaluation/f7034fe0-1c50-11f0-b45f-3fd9db0ecbc9
https://www.reuters.com/markets/currencies/libya-devalues-currency-first-time-four-years-2025-04-06/
https://libyaobserver.ly/economy/central-bank-libya-devalues-dinar-133
https://www.elibrary.imf.org/downloadpdf/view/journals/002/2025/148/002.2025.issue-148-en.pdf
https://www.chathamhouse.org/2025/12/escaping-cycle-conflict-libya/02-economic-drivers-conflict-past-present-and-future

 

Studio Legale de Capoa
Giovanni Rizzo


 
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