Iran

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Iran

I rapporti commerciali e la legislazione

Chiunque voglia intraprendere una relazione commerciale o di qualsiasi altro tipo con un socio Iraniano deve essere consapevole dell’esistenza di regole molto severe fissate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’Unione Europea.
Lo scopo di queste regole è di evitare qualsiasi tipo di attività collegata alla produzione, al commercio, all’importazione e all’esportazione di armi chimiche e biologiche e di ogni tipo di armi nucleari in Iran.
Quindi, prima di intraprendere qualsiasi tipo di relazione con soci iraniani e/o con soci stabiliti nel territorio iraniano, i commercianti stranieri devono esaminare attentamente e valutare se le regolamentazioni internazionali sono applicabili.
L’ambito di queste regole è molto ampio.
Innanzi tutto, le regolamentazioni internazionali non valgono solo per quegli stranieri che intendono esportare un prodotto in Iran o fornire un servizio in Iran, ma anche per quelle persone che sono direttamente o indirettamente coinvolte con attività vietate dalle regolamentazioni internazionali, così come per tutte quelle persone che sono, direttamente o indirettamente, informate di qualsiasi elemento rilevante riguardante la corretta applicazione delle regolamentazioni internazionali.
In secondo luogo, le regolamentazioni internazionali valgono per un’ampia gamma di prodotti, materiali, tecnologie, know-how e servizi. Le liste dei prodotti e/o servizi vietati sono aggiornate periodicamente e includono oggetti che vengono utilizzati esclusivamente nelle attività militari. È importante sottolineare che non solo il prodotto finale può essere considerato “in lista” ma anche le sue componenti.
Pertanto, è necessario che il commerciante straniero controlli attentamente se il prodotto in questione o le sue componenti rientrino nella lista degli oggetti e/o dei materiali che non possono essere esportati in Iran o in quella egli oggetti e/o materiali che necessitano di un’autorizzazione preliminare.
In terzo luogo, le regolamentazioni internazionali forniscono anche una lista di persone fisiche e giuridiche con le quali è assolutamente vietato intraprendere qualsiasi tipo di relazione. Questa lista è periodicamente aggiornata e include tutte quelle persone fisiche e/o giuridiche che sono direttamente o indirettamente coinvolte in attività legate alla produzione, al commercio, all’importazione o all’esportazione di armi chimiche e biologiche e di ogni tipo di armi nucleari.
Di conseguenza, i commercianti stranieri devono conformarsi pienamente alle regole internazionali per evitare sanzioni amministrative o criminali.
Infatti, sono previste sanzioni molto rigide per le persone che non rispettano, sia direttamente che indirettamente, le regolamentazioni stabilite nei testi legislativi internazionali e applicate dal diritto nazionale.
In base al diritto nazionale, le sanzioni possono consistere in divieti e/o limitazioni amministrative, così come nel pagamento di ingenti somme di denaro e/o nella detenzione per le persone giudicate responsabili della violazione.
Allo scopo di evitare l’applicazione di queste sanzioni, i commercianti stranieri devono adottare un approccio molto attento e prudente e collaborare il più possibile con le Autorità nazionali competenti. A dire la verità, ai commercianti stranieri è richiesto di ottenere tutte le informazioni possibili riguardo all’operazione che hanno intenzione di portare avanti in Iran. Infatti, la conformità dell’operazione con le regolamentazioni internazionali dipende da vari fattori: per esempio, a seconda delle caratteristiche del prodotto che viene esportato o del servizio specifico che viene fornito, l’operazione può essere considerata in accordo o meno con i divieti internazionali.
Inoltre, la destinazione finale del prodotto esportato in Iran e/o il suo utilizzatore finale possono essere essenziali per la perizia legale dell’operazione. Ovviamente, se l’utilizzatore finale è in qualche modo coinvolto nelle attività vietate sopracitate, questo può sicuramente avere rilevanza nella perizia legale dell’operazione secondo le regolamentazioni internazionali. Se il commerciante straniero non adotta questo tipo di approccio, è molto probabile che le merci destinate all’esportazione saranno bandite dalle Autorità nazionali competenti. In tal senso, è bene ricordare che le Autorità nazionali godono di un alto potere giudiziale allo scopo di valutare se l’operazione è legale o meno. In particolare, le Autorità nazionali possono decidere di bloccare l’esportazione di merci che non sono “in lista”, in virtù delle clausole cosiddette “prendi di più” o “prendi tutto”.
Inoltre, è bene ricordare che in caso di divieti da parte delle Autorità nazionali, i commercianti stranieri possono anche essere considerati responsabili di violazione di obblighi contrattuali con i loro soci iraniani.
Infatti, l’applicazione dei divieti impedisce al commerciante straniero di portare avanti l’operazione (i.e. l’esportazione di merci) e, quindi, di rispettare gli obblighi contrattuali.
In questi casi, i commercianti stranieri non possono invocare “la forza maggiore” come giustificazione per non aver eseguito il contratto, in quanto sono consapevoli dell’esistenza di questi divieti e dell’alto potere giudiziale delle Autorità nazionali.
Quindi, si consiglia vivamente di informare il socio iraniano del rischio di divieti da parte delle Autorità nazionali e di regolare espressamente gli effetti di questa circostanza nei documenti contrattuali.

Materiale legislativo:

1. Regolamento (UE) 2017/964 del Consiglio dell’8 giugno 2017, che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran

2. Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1375 della Commissione del 29 luglio 2016, che modifica il Regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran.

3. Decisione (PESC) 2016/37 del Consiglio del 16 gennaio 2016 relativa alla data di applicazione della Decisione (PESC) 2015/1863 che modifica la decisione 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran.

4. Regolamento (UE) 2015/1861 del Consiglio del 18 ottobre 2015 che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran.

5. Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1862 del Consiglio del 18 ottobre 2015 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran.

6. Decisione (PESC) 2015/1863 del Consiglio del 18 ottobre 2015 che modifica la decisione 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran.

7. Decisione (PESC) 2015 /1148 del Consiglio del 14 luglio 2015, che modifica la decisione 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran.

8. Regolamento di Esecuzione (UE) 2015/230 del Consiglio del 12 febbraio 2015 che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

9. Regolamento (UE) 2015/229 del Consiglio del 12 febbraio 2015 che modifica il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

10. Decisione 2015/236/PESC del Consiglio del 12 febbraio 2015 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

11. Decisione 2014/829/PESC del Consiglio del 25 novembre 2014 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran

Importare in Iran attraverso un agente locale

Solo seconda a quella dell’Arabia Saudita, l’economia iraniana costituisce uno dei motori del Medio Oriente.
L’Iran rappresenta la diciassettesima potenza economica mondiale: il settore industriale è in costante espansione tanto da occupare il 45% dell’economia nazionale e l’estrazione del greggio colloca gli Iraniani al quinto posto tra i paesi produttori.
Il mercato iraniano può quindi costituire un ottimo spazio di espansione per gli operatori internazionali.
La normativa iraniana sulle importazioni distingue le seguenti tre categorie di merci:

  • liberamente commerciabili, ovvero la cui importazione non richiede alcuna autorizzazione;
  • prodotti la cui commerciabilità è sottoposta all’ottenimento di autorizzazione;
  • prodotti non commerciabili in quanto vietati dalla Shari’a (la legge religiosa islamica) o dalla normativa statale.
In ogni caso, l’importatore deve necessariamente acquisire la licenza di importazione che viene rilasciata dalla Camera del Commercio, dell’Industria e delle Miniere su approvazione del Ministero del Commercio.
Le imprese che volessero investire od esportare beni in Iran, possono espandere la propria rete commerciale attraverso l’attività di un agente locale.
L’art. 656 del Codice civile della Repubblica islamica definisce l’agenzia come quel contratto con il quale un contraente incarica l’altro contraente di tenere determinati comportamenti in qualità di suo rappresentante.
E’ importante sottolineare che l’ordinamento iraniano tutela maggiormente la casa mandante rispetto all’agente e questo aspetto va sempre tenuto in considerazione posto che, ad esempio, gli ordinamenti dei paesi aderenti all’Unione Europea e di altri paesi, viceversa privilegiano e tutelano maggiormente l’agente rispetto alla casa mandante.
In particolare ci si riferisce ai termini di preavviso, alle cause di scioglimento del contratto di agenzia, all’obbligo di corrispondere l’indennità di fine rapporto.
Certamente, allo stato attuale, la legge iraniana non contempla tutta questa serie di diritti a favore dell’agente, per cui conviene valutare, di volta in volta, se assoggettare il rapporto di agenzia alla legge iraniana od alla legge del paese di appartenenza della casa mandante od alla legge di un paese terzo.
Un altro aspetto molto importante da considerare riguarda la previsione della scelta del Foro competente, ove sia inserita nel contratto di agenzia.
Infatti la Repubblica islamica dell’Iran non ha in essere convenzioni con molti paesi in materia di cooperazione ed assistenza giudiziaria, il che potrebbe porre qualche problema in materia di riconoscimento di decisioni adottate da autorità giudiziarie straniere (anche se, in base alla prassi, vi si riscontra un’attitudine a recepire sentenze emesse da giudici stranieri, purché non in contrasto con norme di ordine pubblico interno).
È preferibile quindi prevedere l’assoggettamento di eventuali controversie che dovessero insorgere tra la casa mandante e l’agente al giudizio di un arbitro, in quanto l’Iran ha ratificato la convenzione di New York del 1958 su riconoscimento dei lodi arbitrali pronunciati all’estero.
Bisognerà quindi predeterminare il luogo ove tenere il procedimento arbitrale, che può essere nel paese della casa mandante o in un paese terzo.
Tre sono le figure di agente tipizzate dall’ordinamento iraniano: quella del broker, ossia colui che agisce come intermediario tra le parti in una transazione; l’agente su commissione, ovvero colui che spende il proprio nome in rappresentanza del preponente; infine l’agente commerciale.
La normativa non prevede che l’agente abbia specifici requisiti tuttavia è bene precisare che la licenza per importare merci dall’estero viene concessa solo a soggetti fisici o giuridici di nazionalità iraniana.
Il contratto di agenzia può assumere quattro forme diverse:
  • speciale, quando all’agente è attribuito il compito di agire limitatamente al compimento di un determinato atto;
  • generale quando l’agente può agire nei limiti del potere attribuitogli dal contratto;
  • universale, quando i poteri dell’agente sono illimitati;
  • con lo “star del credere” quando l’agente si assume la responsabilità nei confronti del preponente per il regolare adempimento dei terzi.
Non sono previsti specifici requisiti formali per la conclusione del contratto, che quindi può avvenire verbalmente o per il compimento di atti concludenti.
I doveri dell’agente, disciplinati dall’art. 666 ss., derivano principalmente dagli accordi dei contraenti.
Il rappresentante deve sempre adempiere nell’interesse del preponente ed è considerato responsabile delle perdite economiche nel caso in cui queste siano la conseguenza di suoi comportamenti. In ogni caso, l’agente è responsabile delle obbligazioni da lui assunte con un terzo al di fuori del proprio mandato.
Inoltre, a norma dell’art. 668, il rappresentante è tenuto ad obblighi di informazione nei confronti del suo preponente.
La durata e lo scioglimento del contratto di agenzia sono sottoposte alla libera determinazione della volontà contrattuale.
Il recesso delle parti dal contratto di agenzia è ammesso in ogni momento senza addurre motivi, a meno che esso non preveda diversamente. È prevista inoltre la risoluzione del contratto per morte o incapacità di agire di uno dei contraenti, (art. 678 c.c.).
A norma dell’art. 672 non è consentita la subagenzia, a meno che questa possibilità non sia stata prevista espressamente o implicitamente dalle parti.
Il contratto che un’impresa si accinge a stipulare sarebbe opportuno chiarisse esplicitamente alcuni punti:
  • la provvigione dell’agente, che altrimenti viene determinata in base alle usanze locali;
  • l’obbligo dell’agente di concludere un’assicurazione, poiché non è obbligato a prestare garanzia per i beni che commercia;
  • l’esclusiva dell’agente.
Inoltre, è consigliabile determinare esattamente nel contratto i tempi di durata del contratto facendo attenzione alla differenza fra il calendario occidentale e quello persiano.

Scritto da Dario Gorji

La certificazione dei prodotti

La legge iraniana prevede regole molto severe riguardo all'esportazione di merci in Iran.
Le regole tecniche per il commercio di merci in Iran sono stabilite dall’Institute for Standards for Iran (ISIRI).
Quindi, il commerciante straniero è tenuto a conoscere e ad applicare correttamente le regole tecniche riguardo alla qualità e alle caratteristiche delle merci da introdurre nel territorio iraniano, e deve valutare, insieme all'importatore, le misure da prendere per rispettare queste regole tecniche. Infatti, se le regole imposte dal ISIRI non vengono osservate, il prodotto non può essere introdotto nel territorio iraniano.
Possono essere applicate sanzioni molto severe in caso di violazione delle regole sopracitate. Al fine di valutare e affrontare correttamente questo problema, è preferibile che l’esportatore/importatore faccia domanda di una certificazione della qualità del prodotto da esportare in Iran da parte di un ente competente (“Certificato di Ispezione”). Il certificato di un prodotto è un documento che attesta la qualità e le caratteristiche di un prodotto straniero e la sua conformità alle regole tecniche nazionali e/o internazionali. Questo certificato è emesso dagli Enti Certificatori che si trovano in territorio iraniano.
Il certificato può inoltre essere emesso da enti stranieri, situati nel territorio dell’esportatore, che sono stati espressamente autorizzati. I certificati emessi dagli enti stranieri competenti devono comunque essere autenticati dalla Camera di Commercio locale. L’importatore e l’esportatore devono strettamente collaborare al fine di informare l’Ente Certificatore di tutte le caratteristiche del prodotto da introdurre in Iran oltre che del tipo di operazione commerciale da eseguire.
Per esempio, l’Ente Certificatore deve essere informato riguardo a:

  • La qualità del prodotto;
  • La quantità di prodotto da esportare;
  • Il confezionamento delle merci;
  • I tempi previsti per il trasporto.
In alcuni casi, la certificazione è un requisito necessario per il commercio di un prodotto in Iran, per ragioni di salute, protezione dei consumatori e ambiente. Ciò vuol dire che l’esportazione di certe merci deve essere accompagnata da un certificato di conformità emesso da un organismo competente (il “Certificato di Ispezione”): in caso contrario, l’esportazione di quel prodotto non sarà consentita dalle Autorità Doganali nazionali.
La lista di suddette merci è indicata nel link materiali legislativi. Al momento, quasi 200 tipi di prodotti sono soggetti alla procedura speciale per il commercio in Iran.
Sono divisi in 10 categorie: meccanica e metallurgia, elettrica ed elettronica, peso e portata, saggi e marchi di metalli preziosi, automobilistica e dinamica, costruzione e minerale, industria alimentare e dell’agricoltura, tessile e cuoio, imballaggio e materiali di cellulosa.
Il Certificato di conformità di un prodotto destinato al commercio in Iran gioca inoltre un ruolo fondamentale per ciò che riguarda la negoziazione di una lettera di credito. Infatti, la Banca Centrale Iraniana (Banca Markazi) richiede questa certificazione per emettere una lettera di credito per l’importatore. Quindi, quest’ultimo deve scegliere un Ente Certificatore (che deve essere approvato dall'esportatore) tra gli enti inclusi nella “lista venditori” fornita dalla Banca Markazi. Nel caso in cui l’importatore non indichi alcun ente, la Banca Markazi indicherà autonomamente l’ente competente che tratterà la specifica operazione.

Materiale legislativo:

Lista dei prodotti sottoposti ai requisiti obbligatori dell’ISIRI, presi dal sito web http://www.isiri.org/

Links

Banca Centrale della Repubblica Islamica d’Iran www.cbi.ir/

Camera di Commercio Italo-iraniana http://www.ccii.it/

Costituzione della Repubblica Islamica d’Iran www.iranonline.com/iran/iran-info/Government/constitution.html

Ambasciata della Repubblica Islamica d’Iran in Italia

Via Nomentana, 363, 00162 Roma 06 86215287‎ – 06 8621 4478‎ – 06 86214480‎

Ambasciata della Repubblica Italiana in Iran http://www.ambteheran.esteri.it/ambasciata_teheran

Camera di Commercio, Industrie e Miniere dell’Iran http://en.iccim.ir/index.php

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